Conoscere meglio ciò che accade sotto la superficie, proteggere le infrastrutture portuali e monitorare la salute dell’ambiente marino. Sono questi gli obiettivi della collaborazione tra la Fondazione Polo Nazionale della Dimensione Subacquea e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, al centro del protocollo d’intesa del 16 ottobre 2026.

L’accordo tra i due enti, guidati rispettivamente da Roberta Pinotti e Bruno Pisano, avvicina la ricerca e le tecnologie subacquee alle esigenze del Golfo della Spezia. Un ambito nel quale la sicurezza delle attività portuali e l’attenzione all’ecosistema richiedono strumenti sempre più efficaci per osservare e comprendere l’ambiente sommerso.
Tra le possibilità previste figurano stazioni di monitoraggio, veicoli subacquei autonomi e sistemi robotici capaci di raccogliere informazioni sulle condizioni del mare. Tecnologie che potranno contribuire al controllo della qualità delle acque, con particolare attenzione anche alle fasi di costruzione delle infrastrutture portuali e alle operazioni di dragaggio. La collaborazione comprenderà inoltre lo sviluppo di soluzioni innovative per l’acquacoltura.
Alla conoscenza dell’ambiente si affianca la protezione del porto: l’intesa prevede infatti attività di analisi dei rischi legati a possibili minacce agli accessi agli specchi acquei e alle infrastrutture del Golfo e delle aree limitrofe.

Per dare forma ai progetti, Fondazione e Autorità portuale lavoreranno alla creazione di partenariati pubblici e privati e alla ricerca di finanziamenti nazionali ed europei. Ci sarà spazio anche per la formazione, con percorsi dedicati alla progettazione, alla produzione e alla digitalizzazione, accompagnando lo sviluppo delle tecnologie con quello delle competenze necessarie a utilizzarle.

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